Quest'estate, molti viaggiatori hanno dovuto affrontare attese fino a tre ore nelle code di diversi aeroporti e porti europei a causa dell'introduzione del sistema biometrico di ingresso e uscita (Entry/Exit System, EES). Nove Stati membri dell'area Schengen, nello specifico Francia, Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Grecia, Malta, Portogallo e Svizzera, hanno notificato alla Commissione Europea l'impossibilità di attuare l'EES in tutti i loro valichi di frontiera, citando guasti tecnici ricorrenti e rischi di gravi congestionamenti.
Aeroporti come Málaga-Costa del Sol e Barcellona-El Prat hanno visto i tempi di elaborazione salire del 70% nelle ore di punta. All'aeroporto di Lisbona, le autorità sono state persino costrette a sospendere i chioschi EES dopo che i tempi di attesa da record avevano raggiunto le sette ore.
Il risultato è che, in questo mese di settembre 2026, il sistema progettato per sostituire definitivamente i timbri manuali sui passaporti rimane applicato in modo disomogeneo. Nel frattempo l'ETIAS, il cui lancio era inizialmente previsto poco dopo, continua ad attendere il suo turno. Se sta programmando un viaggio in Europa nei prossimi mesi, ecco tutto quello che occorre sapere per gestire al meglio il passaggio di frontiera.
1. Cos'è il sistema EES dell'Unione Europea?
L'EES (Entry/Exit System) è il nuovo quadro biometrico che sostituisce progressivamente la timbratura manuale dei passaporti alle frontiere esterne dell'area Schengen per i cittadini non UE.
In termini pratici, durante il Suo primo attraversamento della frontiera, un agente o un chiosco self-service registra le Sue impronte digitali e un'immagine del volto, collegando direttamente questi dati al Suo passaporto. Questo profilo biometrico rimane valido per tre anni, il che significa che i viaggi successivi richiedono teoricamente solo una rapida scansione digitale.
L'obiettivo dichiarato dalla Commissione Europea è duplice:
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Messa in sicurezza delle frontiere esterne, incrociando all'istante i dati dei viaggiatori con le banche dati di sicurezza europee.
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Automazione del controllo dei soggiorni per ogni visitatore non UE, al fine di far rispettare rigorosamente il limite massimo di 90 giorni nell'arco di qualsiasi periodo di 180 giorni.
Un'applicazione mobile opzionale, Travel to Europe, consente inoltre ai viaggiatori di preregistrare i dati del passaporto e la foto fino a 72 ore prima dell'arrivo presso un valico attrezzato.
Buono a sapersi: l'EES non deve essere confuso con un visto o con un'autorizzazione di viaggio. Si tratta di un sistema di registrazione biometrica obbligatorio applicato direttamente alla frontiera, che non richiede alcuna domanda preventiva da parte Sua.
2. L'EES si applica a tutti i viaggiatori non europei?
Sì, in linea di principio. L'EES si applica a tutti i cittadini di paesi terzi che effettuano un soggiorno di breve durata nell'area Schengen, sia che siano esenti da visto o soggetti a un visto Schengen tradizionale.
I cittadini dell'Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo (SEE) e della Svizzera sono completamente esenti da questi controlli.
3. Perché l'EES ha causato code da record quest'estate?
L'introduzione progressiva dell'EES è iniziata il 12 ottobre 2025, con l'obiettivo iniziale di una piena attuazione fissato per il 10 aprile 2026. Entro tale data, tutti i 29 paesi Schengen avrebbero dovuto registrare biometricamente ogni cittadino non UE. Tuttavia, la tabella di marcia si è scontrata con la realtà operativa sul campo.
Diversi fattori hanno concorso a creare gravi colli di bottiglia durante il periodo estivo di punta:
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Guasti tecnici ricorrenti: i chioschi e i tablet biometrici hanno subito ritardi nella trasmissione dei dati, impedendo talvolta agli agenti di frontiera di accedere ai profili dei viaggiatori.
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Infrastrutture insufficienti: la carenza di chioschi automatizzati in alcuni aeroporti ha costretto i viaggiatori a incolonnarsi nelle corsie manuali, aumentando drasticamente i tempi di elaborazione.
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Pichi di traffico estivo: gli aumenti stagionali dei viaggi si sono verificati proprio mentre l'EES stava passando da una fase pilota alla piena applicazione operativa.
Di fronte a una situazione critica, l'Airports Council International (ACI Europe), Airlines for Europe (A4E) e la IATA hanno inviato una lettera congiunta alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Contemporaneamente, nove Stati membri hanno chiesto una flessibilità temporanea. Alcuni paesi, come il Portogallo negli aeroporti di Lisbona, Porto e Faro, hanno utilizzato le disposizioni legali di flessibilità per sospendere temporaneamente i controlli biometrici nelle ore di punta, evitando così il sovraffollamento dei terminal.
4. Qual è lo stato dell'introduzione dell'EES a settembre 2026?
La situazione rimane frammentata. Sebbene il periodo ufficiale di flessibilità che consentiva la sospensione dei controlli sia formalmente scaduto il 6 settembre 2026, nove paesi continuano ad affidarsi a una tolleranza informale per alleggerire le regole nei periodi di alto flusso.
Ecco una panoramica paese per paese:
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Francia: attuazione parziale, con una confermata flessibilità operativa fino alla fine dell'anno.
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Germania: introduzione parziale, con il sistema non applicato in modo continuo su tutte le frontiere.
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Italia: attuazione parziale a causa di persistenti problemi tecnici.
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Belgio: distribuzione parziale, sebbene il terminal Eurostar e il Porto di Anversa siano pienamente operativi.
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Paesi Bassi: attuazione parziale, l'aeroporto di Amsterdam Schiphol è operativo, ma altri punti di ingresso subiscono ritardi.
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Grecia, Malta e Svizzera: introduzione incompleta, in gran parte limitata ai principali snodi aeroportuali.
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Portogallo: attuazione parziale, con ulteriori adeguamenti richiesti negli aeroporti.
Al contrario, diversi grandi snodi internazionali operano ormai a pieno regime, tra cui l'aeroporto di Francoforte, l'aeroporto di Amsterdam Schiphol, il terminal Eurostar di Bruxelles e il Porto di Anversa. A livello globale, sono già state completate circa 200 milioni di registrazioni biometriche, che hanno consentito di bloccare quasi 70.000 ingressi non autorizzati e di rilevare circa 1.000 rischi per la sicurezza, con un ritmo medio di 2 milioni di nuovi profili alla settimana.
5. Deve aspettarsi lunghi tempi di attesa al Suo prossimo volo?
Dipende interamente dal Suo punto di ingresso. Negli aeroporti in cui l'EES è completamente integrato, la rilevazione biometrica è inserita in modo fluido nelle procedure e rimane rapida. Tuttavia, nelle località ancora in fase di transizione, l'alternanza tra chioschi automatizzati e controlli manuali può rendere i ritardi imprevedibili.
Si consiglia vivamente di prevedere un margine di tempo comodo nel Suo itinerario in caso di voli di coincidenza, in particolare negli aeroporti principali dell'Europa meridionale.
6. Qual è il legame tra l'EES e il lancio dell'ETIAS?
L'ETIAS (European Travel Information and Authorisation System) è progettato per diventare operativo una volta che l'EES si sarà stabilizzato, poiché entrambi i sistemi condividono la stessa architettura tecnica e le stesse banche dati centrali. Di conseguenza, i ritardi accumulati dall'EES incidono direttamente sulla tabella di marcia dell'ETIAS.
A oggi, l'ETIAS non è ancora attivo e non è possibile inviare alcuna domanda. La Commissione Europea mantiene il suo obiettivo di lancio fissato per il quarto trimestre del 2026, sebbene una data esatta non sia ancora stata confermata.
Una volta distribuito, l'ETIAS non sostituirà l'EES, bensì lo completerà:
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L'EES registra i Suoi dati biometrici e i Suoi movimenti di frontiera al punto di ingresso.
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L'ETIAS è un'autorizzazione di viaggio digitale da ottenere online prima della partenza, simile all'ESTA statunitense o all'ETA britannico, valida per 3 anni o fino alla scadenza del passaporto.
Viaggerà presto in Europa e non sa se l'ETIAS si applicherà al Suo viaggio?
In Service eVisa seguiamo quotidianamente i calendari di attuazione di ETIAS ed EES per mantenerLa aggiornato nel momento stesso in cui le domande si apriranno ufficialmente.
7. Chi dovrà richiedere un'autorizzazione ETIAS?
L'ETIAS si applicherà a tutti i cittadini dei paesi che attualmente beneficiano dello status di esenzione dal visto Schengen, compresi i titolari di passaporto di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Giappone.
Al contrario, i viaggiatori che richiedono già un visto Schengen tradizionale, come i titolari di passaporto indiano, non avranno bisogno dell'ETIAS, in quanto la loro procedura di richiesta del visto include già i controlli di sicurezza necessari.
8. Come prepararsi al Suo prossimo viaggio in Europa
In attesa della piena stabilizzazione dell'EES e del lancio dell'ETIAS, seguire queste semplici linee guida La aiuterà a garantire un viaggio senza intoppi:
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Anticipare i tempi di elaborazione: preveda un tempo sufficiente prima di qualsiasi volo di coincidenza, specialmente negli aeroporti ad alto traffico dell'Europa meridionale.
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Tenere i documenti a portata di mano: mantenga il passaporto e la carta d'imbarco facilmente accessibili nel caso in cui le procedure passino ai controlli manuali.
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Verificare lo snodo di arrivo: controlli lo stato operativo dell'EES nel Suo aeroporto di destinazione, poiché le condizioni evolvono rapidamente.
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Rinnovo del passaporto: poiché il Suo profilo biometrico EES è collegato al numero del Suo documento specifico, il rinnovo del passaporto richiederà una nuova registrazione biometrica all'arrivo.
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Prepararsi all'ETIAS: invii la domanda non appena il portale ufficiale sarà aperto per garantire un viaggio senza problemi.
Per tutti i dettagli sulle condizioni di ingresso e sulla futura procedura di domanda, consulti il nostro articolo dedicati: ETIAS 2026: la Guida Completa alla Nuova Autorizzazione di Viaggio per l'Europa.
Sì. L'EES si applica alle frontiere terrestri e ai porti marittimi così come agli aeroporti. Sebbene l'introduzione abbia dato la priorità ai principali aeroporti internazionali, si sta estendendo gradualmente ai valichi terrestri e ai terminal dei traghetti. In effetti, diversi paesi hanno temporaneamente sospeso i controlli biometrici nello specifico presso le frontiere terrestri a causa della mancanza di infrastrutture adeguate ai volumi di passeggeri, il che significa che le condizioni sul campo possono differire notevolmente da quelle dei principali aeroporti.
No, l'applicazione Travel to Europe rimane opzionale. Le consente di preregistrare i dati del passaporto e la foto fino a 72 ore prima di attraversare un valico attrezzato per l'EES, il che può velocizzare i controlli di frontiera. Tuttavia, è attualmente disponibile solo presso punti di ingresso designati, con la Svezia tra le prime nazioni ad averla attivata al momento del lancio del sistema.
Se la scansione biometrica non va a buon fine, scatta automaticamente un controllo documentale manuale. Diversi viaggiatori hanno segnalato procedure non omogenee tra i vari aeroporti, con controlli biometrici applicati in modo irregolare o ripetuti sui voli di ritorno. Tenga sempre il passaporto fisico e i dettagli della prenotazione di viaggio facilmente accessibili, anche se è già stato registrato nel sistema durante un viaggio precedente.
Sì, in parte, transitando attraverso un paese non EES. L'Irlanda, sebbene sia uno Stato membro dell'UE, non fa parte dell'area Schengen e non applica l'EES. Allo stesso modo, la Turchia e gli Stati dei Balcani occidentali operano nell'ambito di propri sistemi di controllo di frontiera indipendenti. Detto questo, se la Sua destinazione finale si trova all'interno dell'area Schengen, sarà comunque sottoposto alla registrazione EES nel momento stesso in cui entrerà nel territorio Schengen, indipendentemente dal Suo itinerario di transito.
